Quando ho chiesto alle persone con cui lavoro che cosa desiderino veramente, qual è quel ideale grandioso verso cui tendono, molti di loro mi hanno risposto: “ voglio scoprire verso cosa sono portato”. Ho pensato a questa cosa e al modo in cui sono arrivata a fare quello che faccio e che cosa so su quest’argomento dalla mia personale esperienza.
Quindi, oggi mi piacerebbe condividere un momento che ha fatto una grande differenza per il mio percorso di crescita che sto percorrendo da più di un decennio.
12-13 anni fa ho rinunciato a tutto ed ho ricominciato da capo perché qualcuno mi ha fatto questa domanda: Qual è il tuo sogno?
Poi ha continuato: Lo realizzerai in questa vita? Pensi che lo potrai realizzare facendo quello che stai facendo ora?
Quando è stata l’ultima volta che hai valutato quello che fai giornalmente attraverso il filtro del tuo sogno?
Quando sei stato l’ultima volta a pensare se, attraverso le tue azioni giornaliere, ti dirigi costantemente verso il tuo sogno? Hai mai pensato se il tuo sogno sia veramente tuo o di qualcun altro?
Moltissime persone con cui ho parlato durante questi anni hanno questo sogno di monetizzare una passione. Desiderano mettere in pratica quella citazione: “se ami quello che fai, non dovrai lavorare un solo giorno della tua vita” Quindi, sia che si tratti di fotografia, ricamo, sport, design, architettura, pasticceria, acconciature, vendita di fiori online, psicologia, speaking, coach, avvocatura....qualsisia cosa essa sia, le persone vogliono essere i loro stessi capi. Vogliono libertà, vogliono opzioni.
Questo è la situazione positiva ovviamente.....quando le persone hanno consapevolezza del proprio sogno, ma pochi di loro prendono consapevolezza del proprio potenziale e passano veramente ai fatti. Ovviamente, esiste anche quella situazione, meno piacevole, in cui le persone sono bloccate in un posto di lavoro che odiano, una vita intera, perché “ ci pagano le fatture” e non ho alternative. Loro sono più speciali “così è stato dato loro”. Ovviamente, sono parole loro. Se chiedi a me, scelgono una situazione in cui poter essere vittime e scelgono di non crescere e diventare consapevole della moltitudine di opzioni che esistono per loro, opzioni che si trovano molte volte proprio davanti a loro.
Dico tutte queste per esperienza, in quanto sono stata anche io nella seconda categoria finchè non sono diventata consapevole del mio potenziale, così che, quando ho ricevuto la domanda, in quel momento, ho guardato alla persona in questione in stato di shock. Il mio sogno? Se mi sono assicurata di avvicinarmici? Ogni giorno?
Io....nemmeno sapevo quale fosse il mio sogno. E non sapevo nemmeno che sarebbe stato auspicabile che io lo sapessi. Non sapevo di non sapere. Fino a quel momento.
Non ci avevo mai pensato, in modo intenzionato e consapevole, a questa cosa. Sì...avevo percorso diverse tappe....di aspirazione del tipo: quando sarò grande...io....
O: un giorno...inizio....un giorno cambierà qualcosa....sarà meglio....
Sicuramente, con il trascorrere del tempo, avevo costruito anche io, come te probabilmente, divere risposte alla bella domanda: cosa vorresti diventare DA grande?
Era una domanda importante quando ero bambina. Sembra essere la domanda più importante. Tutti la ripetevano...sempre...
Ed allora mi sono decisa di avere la risposta pronta, da dare sempre. Per uscirne. E questa risposta non poteva essere una qualsiasi. No! Avevo provato una risposta di questo tipo: diventerò pecorara. Ed ho visto che non è quella giusta. Ho visto questo dalla reazione di quelli intorno. Alcuni erano molto divertiti, invece altri, famigliari, guardavano con rimprovero. Hmmmmm non va bene. Devo dire qualcos’altro.
Qualcosa di cui vadano orgogliosi.
Così che, in diverse tappe della vita ho risposto:
- Divento educatrice! Divento professoressa! Divento medico! Divento avvocato! Divento giornalista! E altre cose...
Ma era questo il mio sogno? Ebbene, non ci stavo pensando a questo. Non in questi termini. Non con questa consapevolezza, che ho ora. Non con questo sentimento dell’importanza e dell’urgenza.
Molto semplicemente, non mi sono resa conto che è importante pensarci.
Ero educata a pensare ad altro: qual è il mestiere per il futuro? Qual è un mestiere ben pagato? Cosa funziona da noi? Di che cosa c’è bisogno sulla piazza del lavoro?
Vedi, ero educata a pensare dalla percezione delle condizioni e delle circostanze.
Non dalla prospettiva del mio potenziale. Non dalla prospettiva della mia vocazione.
Del mio sogno.
Ero educata a pensare dalla prospettiva delle risorse limitanti, delle opzioni ridotte, non dalla prospettiva dell’abbondanza, del potenziale infinito, dell’immaginazione creativa.
Ero educata a pensare dalla prospettiva dei risultati che avevo avuto fino ad allora, non dalla prospettiva delle possibilità future, che erano infinite.
Ero educata a pensare dalla prospettiva della mentalità dell’impiegato, non da quella dell’imprenditore.
Ero educata a pensare in modo reattivo non predittivo. Come posso reagire meglio a certe condizioni e circostanze. Come posso creare condizioni e circostanze, come posso creare opzioni.
Qual è il tuo sogno?
Sai, nessuno mi ha indirizzato questa domanda a scuola. Né a casa, in famiglia, nessuno mi ha mai chiesto questa cosa.
Per questo, io oggi ti pongo questa forte domanda:
Qual è il tuo sogno? Veramente? Cosa desideri veramente fare?
Cosa faresti sempre, senza stancarti?
Che cosa ti appaga di più?
In quale attività senti che il tempo passa senza che tu te ne renda conto?
Che cosa ti entusiasma?
Che cosa ti fa piangere, ridere, emozionare?
Quali sono i tuoi punti forti, i tuoi talenti, e dove senti che vorresti usarli di più?
Qual è il tuo sogno? Come lo potresti esprimere in una frase?
Non so se fino ad ora qualcuno ti ha rivolto questa domanda. Fino a 12 anni fa a me nessuno l’ha fatta. E sono profondamente grata alla persona che me l’ha posta. Mi ha innalzata verso un altro livello. Mi ha svegliata.
Mi ha un po’ spaventata, perché ho realizzato che avrei potuto vivere l’intera vita facendo qualcosa che non amavo veramente fare.
Più esattamente, ero cameriera in Italia. Sì, facevo questo da 5 anni. Dopo che ho finito l’università di scienze politiche in francese. Ero cameriera e pregavo ogni giorno di non perdere il porto di lavoro. Che non amavo.
Vedi, quello che voglio dire è che. Più importante di: cosa VUOI diventare? C’è: cosa vuoi veramente fare, essere, diventare? E’ una differenza veramente sottile...ma cambia tutto.
Se riesci a dare una risposta veramente chiara a questa domanda : cosa vuoi veramente realizzare? Qual è la tua inclinazione? Qual è il TUO SOGNO? Allora scoprirai, probabilmente che esiste non una, ma più professioni attraverso cui puoi realizzare l’inclinazione del tuo sogno.
Potrai iniziare ad esplorare le opportunità, le possibilità, gli ambiti che ti aiutino a realizzare il tuo sogno. Potrai esplorare i talenti e le abilità che hai e che ti potrebbero aiutare a realizzare il sogno. Saprai che cosa nello specifico dovrai sviluppare in te. Avrai un filo rosso da seguire...per essere felice. Realizzato.
Per avere una vita significativa, non solo soddisfacente.
Se, al contrario, ti limiti a quello che vuoi diventare, ebbene, potresti scegliere una professione buona, bella, che ti porta soddisfazioni...oppure no...alla fine conosci anche tu persone che sono salite una vita intera su una scala per poi scoprire che non si sono posizionati sotto il muro giusto.
Diciamo che sei sulla giusta scala. Diciamo anche che sei sul muro giusto. Perfetto! Vuol dire che ti stai avvicinando ogni giorno verso l’immagine della tua vita ideale. Hai un’immagine simile? Quanto chiara è? Ovviamente, hai obbiettivi, a corto termine, termine medio e lungo termine. Quando le hai ‘ testate’ l’ultima volta?
Io vivo il mio sogno. il mio sogno è di inspirare un milione di persone affinché possano ritrovare il proprio splendore. Voglio fare questo solo con le persone che cercano. Che cercano di crescere, di svilupparsi. Che sentono che esiste di più di questo. Che esiste più potenziale. E che loro meritano di più.
Qual è la tua passione? Qual è il tuo sogno? sei disposto a metterlo alla prova? Se hai già un business...lo ami con tutto il cuore? È costruita intorno alla vita che desideri vivere? È costruita intorno ai talenti, alle abilità alle tue passioni?
A breve, insieme ai miei soci, Paul Martinelli e Roddy Galbraith inizieremo un programma intensivo completamente gratuito, con un termine limitato, durante il quale entreremo nel profondo di alcuni principi universali di mindset imprenditoriale, di sviluppo della consapevolezza della prosperità e dell’abbondanza.
Per due settimane studieremo insieme attraverso lezioni audio e video tradotti in italiano così come attraverso sessioni dirette il libro“ La scienza del diventare ricchi” di Wallace D Wattles.
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